HomTom HT17: economico, ma tutto-fare | La recensione

HomTom HT17 è uno smartphone economico, è ben costruito e funziona piuttosto bene. Ci sono compromessi da sopportare, ma vale la pena averne uno?

HomTom non è certo il brand tecnologico più noto del mercato. Proviamo quindi a raccontarvi di chi stiamo parlando.

HomTom è un’azienda cinese nata nel 2009, ed anch’essa, come la maggior parte delle aziende tecnologiche cinesi, trova sede a Shenzhen. L’attività di sviluppo ha avuto un processo di crescita esponenziale nel tempo. Dopo aver avuto conferma sul mercato domestico, l’azienda ha deciso di puntare al mercato mondiale. Le realtà in cui opera, sostanzialmente distribuendo per canali ufficiali e non, i propri prodotti sono l’America Latina e l’Europa, l’Africa e l’Asia Meridionale. La produzione di smartphone è divenuta quindi il core business aziendale.

Il nome, HomTom, in cinese si trasforma (per pronuncia?, o probabilmente quale scelta commerciale, affacciandosi al mercato occidentale) in Heng Tong: Heng vuol dire “eterno“, Tong invece “maestria“.

I prodotti di HomTom sono caratterizzati da una sigla identificativa per ogni serie di smartphone. Abbiamo la Serie C, che rappresenta la linea giovanile e colorata della produzione, la Serie B, che punta agli utenti business, la Serie T, con prodotti rugged e dalle prestazioni elevate e la Serie HT, ovvero i classici di HomTom.

E il nostro HomTom HT17 è proprio in quest’ultima serie ad essere proposto.

La confezione

La confezione di questo smartphone cinese è piuttosto semplice. Non bisogna attendersi particolari cure nel packaging, è un prodotto economico e come tale va considerato. Nonostante ciò, però, possiamo comunque dire che HomTom ha scelto di presentarsi piuttosto bene.

La scatola, in cartone bianco, è piuttosto semplice. Ovviamente sono presenti immagini vivaci del prodotto, che tendono ad allontanare l’utente dall’idea di un prodotto minimale e di alta qualità.

HomTom HT17

La confezione dell’HomTom HT17 è tutt’altro che premium. Ma la vera sorpresa è primo dentro la scatola.

Sa di economico, insomma.

All’interno troviamo lo smartphone, il caricabatterie da parete con presa italiana e il cavo USB-Micro USB per la ricarica del dispositivo e per la connessione dello stesso al computer. Pochissima manualistica – che non serve, in realtà – e una pellicola protettiva per il display. Vi è anche un bel bumper in gomma trasparente e la batteria (rimovibile) da inserire nel corpo del telefono.

HomTom HT17 Recensione

Nella confezione troviamo l’essenziale: il caricabatterie da parete, il cavo per la ricarica, un bumper trasparente e il telefono. Parola d’ordine, essenziale.

Niente cuffie, e neppure tanti altri fronzoli. Solo una pellicola in plastica non molto oleofobica è pre-applicata sul display. L’essenzialità della confezione è quasi ovvia, dato il prezzo.

Il design e i materiali

HomTom HT17 è uno smartphone bello, non si può dire altrimenti.

I materiali con cui è costruito non sono propriamente i più nobili, è infatti uno smartphone in policarbonato, ma al tatto è piuttosto piacevole.

Il suo display da 5.5 pollici non è in vetro, ma risulta essere molto interessante. Sul frontale, nero, troviamo proprio sotto al display i tre tasti classici di Android: da destra, verso sinistra, abbiamo il tasto per le opzioni, il tasto Home e il tasto back. Disegnati in argento, non retroilluminati, restituiscono un bel feedback con vibrazione allo sfioramento.

Nella parte superiore, con la capsula auricolare al centro, troviamo il sensore di luminosità ambientale (che tra l’altro funziona piuttosto bene, a patto di non abbassare troppo il livello di luminosità del display), la fotocamera anteriore e il led di notifica (bi-color).

Hom Tom Smartphone

HomTom HT17 ha un look davvero interessante, soprattutto se pensiamo a quanto costa!

Il frame laterale è parte della back cover. Nel nostro esemplare, dorato, si notano facilmente i tratti distintivi del design: l’intero frame è dotato di una texture simil cerotto (già vista, più o meno, sulle scocca posteriori dei Samsung Galaxy S5). Sul lato destro troviamo il tasto d’accensione e spegnimento ed il bilanciere del volume. Entrambi in plastica.

Il lato sinistro è completamente pulito, mentre la parte superiore ha sia il foro per il jack da 3.5mm che la presa Micro USB, mentre la base è caratterizzata dal solo microfono.

HomTom ha fatto un ottimo lavoro, nel look complessivo di HT17. Semplice, curato, interessante per la fascia di prezzo.

La scocca posteriore è interamente dorata.

Nella parte apicale troviamo la camera posteriore, leggermente sporgente, ma dal design curato. Non manca il flash led.

Particolare, e soprattutto ben funzionante, è il lettore per le impronte digitali. Ha forma circolare, con anello (probabilmente) metallico sui bordi. Infine, nella parte bassa, sotto al logo HomTom, troviamo la griglia per l’altoparlante ed il viva-voce. Purtroppo, non essendo rialzata, appoggiando il telefono su superfici piane – e peggio ancora, se assorbenti – il viva-voce, si sente pochissimo.

Hom Tom Ht17 Recensione Smartphone

Si nota, in realtà, una particolare attenzione al design. Cosa non trascurabile.

Nonostante l’assenza di materiali pregiati, il telefono in mano è piacevolissimo da toccare, così come il peso è ben bilanciato. Insomma, a ben guardarlo, sembra un prodotto ben più costoso di quanto effettivamente sia.

In molti, in questo mese di prova, sono stati più volte incuriositi dal suo design e nessuno, in realtà, credeva che questo HT17 costasse così poco. Ma, bando alle ciance, come funziona?

Hardware: specifiche tecniche che non colpiscono!

Il prezzo non mente, almeno per quel che riguarda le specifiche tecniche del HomTom HT17.

Aspettarsi un hardware sorprendente, in un telefono economico, non è cosa buona e giusta. Ed infatti, all’interno di HT17 troviamo un processore di casa Mediatek MTK6737, dal clock limitato a 1.1 GHz. Il motore grafico è affidato ad una valida Mali T720, ma RAM e memoria di archiviazione sono il reale tallone d’Achille.

La memoria a disposizione dell’utente, per applicazioni, dati e files, è di soli 8Gb e la RAM ammonta ad uno solo.

Apprezziamo la trasparenza di HomTom: sulla confezione vengono indicate, puntualmente, le caratteristiche di HT17

Lo smartphone, però, è un Dual SIM, ha slot di espansione della memoria tramite Micro SD e una batteria interessante: 3000 mAh. Connettività LTE, WiFi, Bluetooth, risoluzione HD e Android aggiornato alla versione Marshmallow completano il quadro generale.

Le fotocamere sono due, una frontale ed una posteriore. Premettendo, ma approfondiremo poi, che non offrono risultati particolarmente interessanti – ma decisamente soddisfacenti! -, troviamo una camera da 5 mpx frontale e da 13 mpx quella posteriore. In realtà si tratta di risoluzioni ottenute tramite interpolazione d’immagine, essendo i sensori meno dotati di quanto dichiarato (2 mpx la frontale, 8 mpx la posteriore).

Display: ma come si vede bene…

Non sarà il miglior display del mondo, né tantomeno uno dei più belli visti su terminali Android, ma è bello, chiaro, luminoso e ben definito. Insomma, va bene, e soddisfa anche i più scettici.

I suoi 5.5 pollici di diagonale sono tanti, e se non vi piacciono i cosiddetti padelloni, lasciate stare HomTom HT17. E’ davvero ampio, a vantaggio di una perfetta visualizzazione e fruizione dei contenuti a schermo.

Il display restituisce sempre colori equilibrati, è un IPS e i neri, che non sono profondi, si bilanciano con i bianchi vivaci e ben bilanciati. Non manca l’implementazione della tecnologia MiraVision che consente allo smartphone di offrire una visualizzazione ottimale dei contenuti. Per fortuna anche inclinando lo smartphone, con angoli di visione non proprio estremi, non si hanno particolari viraggi dei colori: solo il nero tende al grigio, ma in casi davvero al limite.

Il display è ampio e ben definito.

La visualizzazione dei video, più che delle foto, è piacevole. Purtroppo non si nota l’alta qualità in caso di alte risoluzioni, ma parliamo sempre di un pannello HD montato su uno smartphone economico. Andiamoci piano con le attese!

Fotocamera: mumble mumble

Le fotocamere, come abbiamo già detto, sono due.

La frontale, quella meno performante, è da 2 mpx reali, che interpolati diventano 5 mpx. La qualità è quella che è, nessun particolare virtuosismo, colori e linee un po’ impastate, ma lavora bene per le video-chiamate. Se invece siete amanti dei selfie, beh, passate oltre.

Uno scatto all’ora del tramonto – quindi molto presto! – sul Lago Maggiore con HomTom HT17.

E’ stata utilizzata la modalità HDR e poi elaborato leggermente con Snapseed.

La fotocamera posteriore, o meglio, quella principale, fa quasi onore a questo HomTom HT17.

E’ bella, esteticamente. Ha una bombatura che la rende leggermente sporgente rispetto al corpo dello smartphone, ma con il bumper in confezione arriva ad essere a filo.

La sua risoluzione è da 13 mpx, sviluppati con il software d’interpolazione proprietario, partendo da un sensore da 8 mpx. La resa è piuttosto interessante, ma non certo strabiliante.

Con la luce del sole gli scatti sono piuttosto carini, ben equilibrati ed una resa complessiva soddisfacente. Quando la luminosità ambientale cala, invece, il rumore fa capolino. Non manca, però, un certo rumore di fondo, negli scatti, anche in piena luce (si nota, infatti, soprattutto in caso di post produzione).

Questo è probabilmente uno degli scatti migliori tirati fuori da HomTom HT17. Complice la luce meravigliosa sul Lago d’Orta, ma anche la fotocamera che, in modalità HDR, riesce a dare buoni risultati da ottimizzare in post produzione.

Ha la modalità HDR, e conviene, sempre, tenerla attiva. L’otturatore diventa leggermente più lento, ma la qualità degli scatti migliora, evidentemente.

Lavorando, però, gli scatti con software di editing fotografico – Snapseed, ad esempio – riescono a rendere decisamente bene. A tratti, sorprendono. Potete farvi un’idea nella galleria che segue.

Lo stesso scatto precedente, ma prima di procedere alla post produzione su smartphone. Ovviamente, come già detto, è uno scatto in modalità HDR.

I video sono bocciati. Non c’è una stabilizzazione valida dell’immagine e la risoluzione, complice il sensore poco performante, è quella che è. Insomma, foto si, video no!

Software: l’uso quotidiano

Usare per oltre un mese questo smartphone non è stata una sofferenza, anzi. Le attese, lo ammetto, non erano delle migliori. Avendolo tra le mani, invece, dovendo sopportare alcuni inevitabili compromessi dovuti alla sua scheda tecnica, posso ritenermi soddisfatto.

L’interfaccia un po’ troppo orientale

Lo smartphone, una volta accesso, si configura in pochi istanti. Manca il pannello classico a step sequenziali, tipico degli smartphone Android occidentali.

Si inserisce, semplicemente, una mail per l’account Google e la passoword. Siamo subito, quindi, pronti ed operativi.

A me non va proprio giù la UI proprietaria. Ho installato, quindi, il launcher di Google ed il telefono ha cambiato radicalmente aspetto. Mi piace!

L’interfaccia grafica è chiaramente orientale, ma anche per noi europei non dovrebbe essere sconvolgente. Dopotutto, da anni, Huawei prima, Meizu e Xiaomi poi, ci stanno abituando a queste schermate senza drawer delle applicazioni, impostazioni ricchissime di voci e icone tondeggianti.

I colori, almeno quelli di base, sono un po’ cupi e le scelte grafiche delle icone non sono molto sobrie, né piacevoli.

Per me che apprezzo Android in versione stock, anche il dialer, il calendario e le altre applicazioni preinstallate, non sono stati molto graditi, ma c’è a chi piacciono.

Lo smartphone è facile da usare, e se preferite l’interfaccia tipica dei telefoni cinesi, sarete più che soddisfatti. Altrimenti, come ho fatto io, in due passaggi si installa e utilizza un laucher più gradevole. Personalmente ho installato quello di Google e ho risolto ogni problema: è fluido e con un bel pannello come questo di HomTom HT17 c’è poco di cui lamentarsi.

Fluidità del sistema

Avanzare pretese particolari, per un prodotto assai economico (e lo so! Il prezzo ancora non ve l’ho detto! Aspettate e lo scoprirete!), sarebbe ingiusto.

Detto ciò, HomTom HT17 è uno smartphone equilibrato. Non ci potete far di tutto, ma non vi lascerà mai a piedi. La parola d’ordine è sofficità. Tutto il sistema è ovattato, in un certo senso. Nulla eccelle in prestazioni, ma nulla vi abbandona all’improvviso.

Nella prima immagine, partendo da sinistra, si notano le icone del louncher offerto da HomTom. Non hanno propriamente un design accattivante.

La seconda immagine propone il telefono con louncher Google. Le altre due sono rispettivamente le schermate con telefono bloccato, la prima senza e la seconda con notifica.

Diciamocela chiaramente, la velocità non è il suo forte (la batteria, però, si!), ma tutto si muove morbidamente.
Le incertezze, e i rallentamenti, si notato solo in fase di apertura delle applicazioni. Poi, una volta avviata l’App tutto fila liscio. Ovviamente, però, non dimentichiamoci del singolo Gb di RAM a disposizione, che, nonostante tutto, non si percepisce troppo come limitante. Tutte le applicazioni girano morbidamente, tranne Facebook. Un mattone.

Bloatware: applicazioni superflue?

Il telefono, nonostante la pesante personalizzazione del launcher di fabbrica, non porta con se chissà quante applicazioni preinstallate. Alcune, poi, sono anche utili!

Troviamo, di serie, installate alcune utility (non proprietarie di HomTom): la torcia, con la sua reattività fulminea; un File Explorer ben fatto e molto pulito nella sua interfaccia; Apps lock, un’applicazione che consente di proteggere con password, pin o impronta digitale i dati di alcune App installate; un gestore Mail proprietario ed un calendario, l’applicazione Musica per gestire i file audio, il controllo Power Saving per la batteria, la tastiera di default: Go Keyboard Lite – assomiglia a quella Google, ma non compete per qualità – e Documents to Go.

Personalmente ho preferito installare il Calendario di Google, così come Gmail per la gestione delle mie caselle di posta elettronica. Altresì ho preferito, oltre al launcher di Google, anche un nuovo dialer telefonico: quello di ASUS e Messenger di Google al posto dell’applicazione proprietaria (ben fatta, ma graficamente poco accattivante, secondo me).

Il browser stock è fluido e leggero, assolve il proprio ruolo più che degnamente, ma Chrome è un’altra storia. Tramite applicazione preinstallata, però, si può sfruttare la tecnologia HotKnot!

Gestures e impronta digitale: tanta roba!

Questo smartphone è un pugno sulla mascella. Ha, al suo interno, una mole incredibile di cose inaspettate.
Da dove vogliamo cominciare?

Comodissimo da raggiungere, il lettore d’impronte digitali è super efficace!

Il lettore d’impronte digitali? Bene.

Posto sul retro dello smartphone, in stile Huawei ed Honor, per capirci, è circolare e funziona davvero bene. Riconosce subito, e con un’elevata precisione, l’impronta del dito registrato. Indipendentemente dalla posizione dello stesso.

Qualche volta fallisce, diciamo con una frequenza positiva di 8 volte su 10, perchè si tende a poggiare il polpastrello non proprio precisamente al centro. L’impronta, poi, può essere utilizzata anche per autorizzare acquisti via smartphone e per controllare gli accessi alle applicazioni tramite Apps Lock.

Le gestures, poi, sono l’altra grande novità inattesa.

Chi si aspettava tante possibilità d’interazione con questo HT17? Sono suddivise in tre sezioni, raggiungibili dal menù principale delle impostazioni:

  • Telephony Motion: consente di silenziare una chiamata, ad esempio, capovolgendo lo smartphone sul tavolo. Ma consente anche di rispondere automaticamente ad una telefonata avvicinando il telefono all’orecchio, così come di disabilitare lo speaker posteriore se il telefono viene portato alla testa, ecc.
  • System Motion: sono gestures che offrono interazioni differenti con il telefono. Si ha, ad esempio, la possibilità di fare screenshots con tre dita, piuttosto che il doppio tocco sul pulsante Home per mettere in stand-by il telefono.
  • Gestures: E’ un menù ricco di features. Vi è il double click to wake-up, le gestures rapide per accedere alla fotocamera a schermo spento, così come per attivare la torcia, per controllare i brani musicali in esecuzione ecc.

Aggiornamenti, supporto e altre funzioni

Una cosa che solitamente capita, e che non fa piacere, con gli smartphone economici, è l’abbandono del supporto da parte del produttore. Questo HomTom, però, sembra essere la pecora nera degli smartphone economici: in un mese ho già ricevuto ben tre aggiornamenti di sistema.

Sono correzioni di bug minori, piccoli accorgimenti per aumentare la durata della batteria, nessun avanzamento di versione Android, ma fanno comunque piacere. Sono le piccole cose a fare le grandi differenze!

Alcune schermate che presentano il pannello con gli aggiornamenti (costanti) di sistema, le gestures e la modalità HotKnot.

HomTom HT17 offre, oltre a, come detto, connettività LTE anche la modalità Turbo Download che consente di utilizzare insieme WiFi e connettività 3G/4G per aumentare la velocità di scaricamento dei files (va attivata, se voluto).

C’è la tecnologia HotKnot per duplicare, o trasmettere, quanto a display su monitor esterno poggiando il telefono sul terminale di destinazione.

Infine, sempre gradito, un cenno va fatto al Led di notifica. Semplice, bicolor (si, è solo verde e rosso), ma utilissimo quando la suoneria e la vibrazione non si possono utilizzare.

Batteria: c’è e si vede…

La batteria, coi suoi 3000 mAh c’è, e si vede. Il telefono, normalmente, vi porta a fine giornata con tranquillità. Dipende, poi, dall’uso che ne fate.

Premesso che non si tratta di un terminale adatto al gaming, non è proprio pensato per farvi giocare a qualcosa di impegnativo, fidatevi, si arriva a mezzanotte con circa il 15% di carica residua.

Se poi, invece, fate un uso blando dello smartphone, senza lunghe sessioni di navigazione online, senza social network all-day-long, poche foto… insomma, chiamate, sms e qualche messaggio via WhatsApp, magari arrivate a coprire più di una giornata d’uso.

Personalmente non ho mai avuto problemi di durata della batteria, neppure trovandomi a viaggiare tutto il giorno. Con un minimo d’attenzione, senza esagerare particolarmente con la navigazione online (quella che consuma di più, tra video e quant’altro), sono riuscito a tornare a casa prima che HT17 si spegnesse. Solo in un’occasione, rimasto con il 15% di batteria nel cuore di Milano, dovendo ancora muovermi per un po’, ho attivato il risparmio energetico. Due ore dopo avevo ancora il 13% di batteria.

Prezzo e conclusioni

Ed eccoci, finalmente, a svelare il prezzo di questo HomTom HT17.

Il prezzo, ovviamente, varia da store in store. Su Amazon si porta a casa con circa 75€, spedizioni Prime incluse.

HomTom HT17 è uno smartphone economico, indubbiamente. E’ uno di quei prodotti da tenere in considerazione, soprattutto se si vuol spendere davvero poco. Sul mercato, in realtà, non vi sono molti prodotti che competono nella fascia di prezzo di questo cinese, o per lo meno, nessuno ha le stesse features di questo.

Ovviamente è un acquisto che va pensato: se si cerca uno smartphone da battaglia, probabilmente è la scelta giusta. E’ essenziale, in realtà ha anche fronzoli vari e piacevoli, ma non consente di diventare appassionati giocatori di Asphalt o Real Racing, così come non ha quella reattività e quella potenza che lo paragona agli, economici si, ma non così tanto, ZenFone di ASUS, piuttosto che ai Motorola.

E’, insomma, un prodotto per chi del telefono fa un’uso semplice. Magari per un anziano, prendisponendolo di un launcher semplificato, o per un ragazzino (che ora vogliono per forza iPhone o altri top gamma!) alle prime armi con gli smartphone, potrebbe essere la scelta giusta: costa il giusto, funziona a dovere, e se si rompe o si perde non vi farà dannare per mesi.

HomTom HT17 – Un economico tutto-fare

Confezione – 5

Design e Materiali – 6.5

Ergonomia – 6

Hardware – 5

Display – 7.5

Software – 6

Batteria – 8

Prezzo – 8

6.5

Da tenere d’occhio!

Dato il prezzo, questo smartphone rientra nella fascia economica. Offre però prestazioni interessanti, a dispetto della scheda tecnica. Ha un’ottima batteria, non gli manca nulla e offre anche diverse modalità d’interazione. Il lettore d’impronte digitali funziona bene, le gestures anche, la fotocamera non stona… per un anziano o un ragazzino potrebbe essere la scelta giusta!

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